La Bandiera Della Śrī Chaitanya Sāraswat Maṭh

Un estratto dell’articolo: «A volte cadiamo preda di quell’illusione per cui solo noi possediamo la verità. Śrīla Śrīdhar Mahārāja deplora la miope mentalità che si rivela nell’affermare “il mio guru, la mia organizzazione, la mia missione ha il possesso esclusivo della coscienza di Krishna”. È fanatismo travestito da fedeltà. Egli ammonisce l’enfatizzazione di uno con l’esclusione di tutti gli altri: «Pensi che la verità sia monopolio del tuo settore… ma la coscienza di Krishna non è monopolio di nessuna persona in particolare. Ovunque sia, dobbiamo chinare la testa. Colui che ha occhio, la vedrà. Non è monopolio di qualcuno. È monopolio di Krishna e della coscienza di Krishna; ed ovunque la coscienza di Krishna sia disponibile, ci interessa».

Egli non dispensava la sua stessa istituzione. Modifiche sono inevitabili ma nella misura in cui siano coerenti con lo spirito del Fondatore-Acharya, Śrīla Bhakti Rakshak Śrīdhar Dev-Goswāmī ed il suo Divino Servitore, Śrīla Bhakti Sundar Govinda Dev-Goswāmī, essa prospererà altrimenti decadrà in un morente declino…

 

La Bandiere della Śrī Chaitanya Sāraswat Maṭh

In riferimento alla sua Śrī Chaitanya Sāraswat Maṭh a Nabadwip Dhām, Śrīla Bhakti Rakshak Śrīdhar Dev-Goswāmī dice: «Questa è Govardhan, Gupta Govardhan; Nabadwip è Gupta Vrindavan, più magnanima di Vrindavan; il Dhām dei caduti, e Govardhan è qui. E Rādhā Kunda sull’altro lato. Luogo santissimo per i caduti [aparādha-bhañjanera pāṭa; il luogo dove tutte le offese sono perdonate]. Ho scelto questo come mia casa eterna. E questo è Govinda Kunda, Gaur Haribol! Gaur Haribol! Gaur Haribol! Nitai Chaitanya…».

Nel Padma Purāna è scritto:

nāhaṁ vasāmi vaikuṇṭhe yogināṁ hṛdayena ca

mad-bhaktāḥ yatra gāyanti tatra tiṣṭhāmi nārada

“Non sono a Vaikuṇṭha né nel cuore degli yogi. Ma laddove i miei devoti stanno cantando le mie glorie, lì Io sono presente.”

Analogamente laddove c’è sostanziale glorificazione e servizio a Śrīla Guru Mahārāja dai suoi devoti, egli è presente e come tale quel luogo può essere considerato essere un’estensione (vaibhava) della Śrī Chaitanya Sāraswat Maṭh e Gupta Govardhan. Nel ricordo di Śrīla Guru Mahārāja e con le intenzioni di promuovere le sue concezioni, vediamo questo come il piano delle nostre aspirazioni di servizio.

Stiamo servendo in separazione. Śrīla Guru Mahārāja: «Cosa si intende per dedizione? Dedizione al suo massimo livello è unione in separazione… viraha, vipralambha è la cosa più ampia riguardante la coscienza di Krishna». In separazione, per esigenze di servizio, la nostra visione diventa più estesa. Dovunque noi possiamo risiedere, proviamo ad includere ciò che abbiamo di fronte nel servizio a Śrī Guru, Gaurāṅga e Rādhā Govinda.

Śrīla Guru Mahārāja: « Ovunque si può vedere il guru, è possibile. Ogni cosa mi dà le istruzioni per avanzare verso il servizio a Krishna; tutti gli oggetti, l’intero ambiente è il guru. A Vrindavan è così. Coscienza di Nabadwip, coscienza di Vrindavan: ogni cosa mi stimolerà ad andare a servire Gaura e Krishna. Questo è ciò che è necessario; ogni cosa mi ricorderà, mi stimolerà al servizio del mio Signore, viśvaṁ pūrṇa-sukhāyate: il mondo intero sarà per noi di immenso piacere quando raggiungeremo un tale posizionamento della nostra anima. Allora siamo davvero a Vrindavan».

L’applicazione di questo principio ha diffuso il movimento per la coscienza di Krishna in tutto il mondo. Siamo aspiranti servitori dei santi piedi di loto di Śrīla Guru Mahārāja e del suo dominio sotto la guida di Śrīla Gurudeva, Śrīla Bhakti Sundar Govinda Dev-Goswami. E questa non è una collocazione geografica ma un piano della coscienza di Krishna arricchito di un particolare tipo e grado di devozione e dedizione.

Śrīla Guru Mahārāja fondò la Śrī Chaitanya Sāraswat Maṭh intenzionalmente con la Govardhan Shila. Seguendo il suo esempio ed obbedendo al suo ordine, la nostra Divinità è Girirāja Govardhan, che è pienamente Krishna (sākṣād vrajendra-nandana-hari). Benché possa non essere visibile (gupta) se guardiamo profondamente potremo concludere: dove egli risiede se non a Govardhan? E con chi? Dove il Signore è presente, è accompagnato dalle sue cose: la sua dimora, i suoi compagni, i passatempi, ecc. (dhāmnā svena sadā nirasta-kuhakaṁ satyaṁ paraṁ dhīmahi).

Noi riconosciamo, adoriamo ed aspiriamo a servire Gupta Govardhan di Nabadwip e Govardhan di Vrindavan. Speriamo che non sia con insolenza ma con rispetto, ed alla luce della concezione di Śrīla Guru Mahārāja, che umilmente avanziamo. Stiamo provando a preservare, proteggere ed estendere la sua concezione agli altri. Dov’è presente Girirāja, Govardhan si manifesta. Situate ai piedi di ogni dove, da una posizione relativamente nascosta (gupta) al servizio di Śrīla Guru Mahārāja, anime fortunate possono sbirciare verso Govardhan. Comprensibilmente, non può essere visibile a tutti.

«Qual è il nostro srvizio più importante? Acquisire il punto di vista; è la cosa più importante; ovunque. Dobbiamo solo acquisire il giusto punto di vista. Con occhi nuovi: dīkṣā significa divya-dṛṣṭi, non la nostra valutazione prevenuta. Ma sgonfiandola, per avere una visione veritiera della realtà delle cose, è ciò che è necessario. L’intera sādhana sta a significare questa realizzazione». — Śrīla Śrīdhar Mahārāja

Attualmente la nostra visione è offuscata da pregiudizi e concezioni errate. Solo per la grazia di Śrī Guru, quando queste sono rimosse, possiamo vedere le cose per come sono (ācāryavān puruṣo veda).

andhībhūtā cakṣū yara viṣayā ḍhulite

ki rupe se para-tattva pāibe dekhite

«Ovunque appaia, la śrī-mūrti di Krishna brilla della propria gloria. Ma ne può avere visione solo chi ha occhi puliti, non ricoperti da migliaia di pregiudizi. Tante esigenze, desideri stanno coprendo il nostro occhio mentale, piuttosto il vero osservatore interno è l’anima; l’occhio dell’anima. Ci sono così tanti pesanti pregiudizi, buoni, cattivi, che ci coprono gli occhi; dunque non posiamo vederLo. Se si fa pulizia, se si rimuove il pregiudizio, allora si può vedere che Krishna è li, è ovunque. Lui è ovunque (aprākṛta vastu nahe prākṛta-gocara)».

«Una volta Śrīla Saraswatī Ṭhākur diede una spiegazione innovativa di Govardhan. Così come le Gopi lasciano riprodurre le mucche, estendendone il numero senza riguardo verso le leggi degli allevamenti, allo stesso modo, Egli disse, la Coscienza di Krishna si propagherà senza riguardi per alcuna legge… (no dīkṣāṁ na ca sat-kriyāṁ na ca puraścaryāṁ manāg īkṣate). L’estensione della coscienza di Krishna, non si cura di alcun limite esterno. Può andare dappertutto ed in ogni luogo liberamente. Uesto è Rāga Mārga… Alla misericordia non interessa alcun requisito».

vana dekhi’ bhrama haya—ei ‘vṛndāvana’

śaila dekhi’ mane haya—ei ‘govardhana’

«Mahaprabhu quando vede una foresta: “Oh, questa è Vrindavan!”. Qualsiasi collina: “Oh Govardhan!”. Qualsiasi fiume: “Oh, questa è la Jamuna!”».

«Cos’è Vrindavan? Non è una favola, neanche una storia inventata ma la più estesa, la più ampia superficie dell’intero universo; bellezza, dolcezza e beatitudine ma per capirlo, dobbiamo immergerci in profondità…».

«Persino qui a Nabadwip Dhām dobbiamo perforare la superficie. Dobbiamo immergerci profondamente in Nabadwip, la Nabadwip interiore, la Nabadwip di Gaura Nitai. Esternamente possiamo trovare Jagai, Madhai, Chand Kazi, e molti altri [risate] ma se ci immergiamo un po’ in profondità, troveremo cosa c’è lì. Nel Dhām vediamo molte cose [contrarie] ma quando il nostro occhio reale si risveglia avremo il darshan del vero Dhām». — Śrīla Śrīdhar Mahārāja

Aspiriamo a questa visione. Śrīla Guru Mahārāja: «La mente di un vero discepolo vive sempre nella sfera del suo gurudeva». Accarezziamo questa aspirazione e ci riempie di speranza.

Nei suoi ultimi giorni Śrīla Govinda Mahārāja disse: «Tutti hanno dei difetti; un po’. Chi ne ha di grandi e chi di piccoli, non è questo il punto, ma lo spirito devozionale, questo è il punto. E chi ha pienamente spirito devozionale, è un devoto e deve essere onorato, deve essere rispettato».

A volte cadiamo preda dell’illusione che noi soltanto possediamo la verità. Śrīla Śrīdhar Mahārāja deplora la miope mentalità espressa dall’affermazione “il mio guru, la mia organizzazione, la mia missione è la sola proprietaria della coscienza di Krishna”. É fanatismo camuffato da fedeltà. Egli ammonisce l’enfatizzazione di uno con l’esclusione di tutti gli altri: «Pensi che la verità sia monopolio del tuo settore… ma la coscienza di Krishna non è monopolio di nessuna persona in particolare. Ovunque sia, dobbiamo chinare la testa. Colui che ha occhio, la vedrà. Non è monopolio di qualcuno. È monopolio di Krishna e della coscienza di Krishna; ed ovunque la coscienza di Krishna sia disponibile, ci interessa».

Egli non ha esentato la sua stessa istituzione. Il cambiamento è inevitabile ma fino a che rimane coerente con lo spirito del Fondatore-Acharya, Śrīla Bhakti Rakshak Śrīdhar Dev-Goswāmī e del suo Divino Servitore, Śrīla Bhakti Sundar Govinda Dev-Goswāmī, prospererà altrimenti cadrà in un declino morente (prakṛti-vaicitryād; pāramparyeṇa; kālena naṣṭā pralaye vāṇīyaṁ veda-saṁjñitā).

Śrīla Govinda Mahārāja ribadisce che la sua posizione è di Presidente “Sevaite” Acharya della Math del suo Guru Mahārāja, la Śrī Chaitanya Sāraswat Maṭh. Sta servendo Śrīla Guru Mahārāja ed impegnando altre anime fortunate nello stesso servizio. Ha rivelato il contenuto del suo cuore dicendo: «Se qualcuno serve i piedi di loto di Śrīla Guru Mahārāja, io ne divento schiavo!». Collocare ai margini Śrīla Śrīdhar Mahārāja e la sua concezione è un suicidio. La Śrī Chaitanya Sāraswat Maṭh non è la solita organizzazione religiosa. La promozione di Śrīla Śrīdhar Mahārāja non è un culto della personalità, neppure è facoltativa né superflua. Significa dedizione alla sua particolare rappresentazione della sostanza spirituale più elevata; la Bellezza della Realtà.

ātma-siddha-sāvalīla-pūrṇa-saukhya-lakṣaṇam

svānubhāva-matta-nṛtya-kīrtanātma-vanṭanam

«Questa è la conclusione che soddisfa tutto: la più alta concezione della Realtà Suprema deve anche essere la più alta forma di ānanda, estasi. Śrī Chaitanya Mahāprabhu è Krishna, estasi Egli stesso, [avviluppato nel cuore e nell’aura di Śrī Rādhā] che gusta la Sua stessa dolcezza e danza un ballo estatico». – Śrīla Śrīdhar Mahārāja. Prema Dhāma Deva Stotram (66)

Śrīla Saraswatī Ṭhākur ha riconosciuto in Śrīla Śrīdhar Mahārāja colui che perfettamente rappresenta il suo siddhānta e la sua linea. Ha proclamato la profondità ontologica completa e la precisione del suo Bhaktivinoda Viraha Dāsakam: «Bhaktivinode Ṭhākur stesso glielo fece scrivere; lo scrisse attraverso lui. Ciò che sono venuto ad insegnare, a dare al mondo; sarà lì. Sono soddisfatto che ci sia uno che mi rappresenterà pienamente». Egli è anche riconosciuto dai principali discepoli di Śrīla Saraswatī Ṭhākur, degli Acharya a pieno titolo, incluso Śrīla A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupāda, rinomato nel mondo, come Siksha Guru, Rupānuga Dhāra, ed uno a cui è stato dato accesso al gruppo di Śrī Rūpa. Ciò che distingue la Śrī Chaitanya Sāraswat Maṭh è l’originale, concettuale ricchezza che Śrīla Guru Mahārāja personifica, e sancita in miriadi di composizioni: Śrī Prapanna-Jīvanāmṛtam; laghu Chandrikā Bhāsya, commentario al Śharaṇāgati di Bhaktivinode Ṭhākur; Prema Dhāma Deva Stotram; la ricerca di Śrī Krishna: la Bellezza della Realtà; Śrī Guru e la Sua grazia; Il vulcano dorato dell’amore divino; l’amorevole ricerca per il servitore perduto; evoluzione soggettiva della coscienza: il gioco del Dolce Assoluto; interpretazione estraendo Rādhā Dāsyam dal Gāyatrī Mantram; Śrīmad Bhagavad Gītā: il tesoro interiore del Dolce Assoluto; numerosi saggi nella Gaudya, The Harmonist, Gaudiya Darshan; pubblicazioni di discorsi, preghiere, pranāms, canti che glorificano Mahaprabhu, Nityānanda Prabhu, Gadādhara Pandit, Śrīla Saraswatī Ṭhākur e la nostra Śrī Guru Varga: la Parampara dei Siksha Guru.

Leggete ogni pagina di ogni libro, ogni linea di ogni sloka di Śrīla Śrīdhar Mahārāja e scoprirete qualcosa di originale, sostanziale e meraviglioso; il siddhānta più elevato in una virtuosa forma poetica.

Śrīla Śrīdhar Mahārāja descrive la propria visione della Maṭh che ha fondato, la Śrī Chaitanya Sāraswat Maṭh, incapsulandone l’architettura concettuale nel suo pranām mantra:

śrīmac chaitanya-sāraswata-maṭhavara udgīta-kīrttir jaya-śrīṁ

bibhrat saṁbhāti gaṅgā-taṭa-nikaṭa-navadvīpa-kolādri-rāje

yatra śrī-gaura-sāraswata-mata-niratā gaura-gāthā gṛṇanti

nityaṁ rūpānuga śrī-kṛtamati-guru-gaurāṅga-rādhā-jitāśā

«La bandiera della Chaitanya Sāraswat Maṭh sventola alta, alta oltre il cielo [lo spazio] a Nabadwip sulle rive del Gange».

«Chaitanya, [preso in prestito] da Chaitanya Maṭh, e Sāraswata, da Sāraswatī, il nostro Gurudeva, Srila Bhakti Siddhānta Saraswatī Ṭhākur. Chaitanya-sāraswata, la conoscenza venuta da Chaitanyadeva fino a Saraswatī, il nostro Guru Maharaja. Propaganda in quell’epoca, dobbiamo riverire, accettare e predicare».

«Il punto di vista del nostro Guru Maharaja, Saraswatī, su Śrī Chaitanyadev. Come Śrīla Saraswatī Ṭhākur ha visto con i suoi occhi divini; è disponibile qui, questo ci interessa. Da Chaitanya a Saraswatī; il nostro Guru Maharaja, la guru parampara, tutto è coperto, considerato, coltivato e viene predicato o diffuso. Questa è la chaitanya-sāraswata. Hare Krishna!».

«Chaitanyānuga; Saraswatī. Un altro significato: Saraswatī significa “vani”, “vakya”, “parole”, “espressioni” di Chaitanya. Chaitanya-Vāṇī, la vera predica, istruzioni di Śrī Chaitanyadev, le sue parole; questo potrebbe essere il significato qui».

«Chaitanya Vāṇī, veramente, da Chaitanya a Saraswatī. La cultura del Bhāgawatam come vista da Śrī Chaitanyadev, ed i suoi seguaci, fino a Saraswatī. Quato è l’oggetto, il tema della nostra vita, lo scopo della nostra vita. Il nostro paricaya, la nostra identificazione, natura, conoscenza è lì. Chi siamo? Siamo così e così. Loro sono i nostri maestri, noi siamo servitori di quel gruppo. Vogliamo riverirli, farli conoscere, chiedere alle persone di accettarli. Tutto il nostro interesse è lì: chaitanya-sāraswata, sāraswata-chaitanya. Gaur Haribol! Gaur Haribol! Gaur Haribol!».

«Cosa distingue la chaitanya sāraswata? Come è stata modificata da Śrī Chaitanyadev; la linea del Bhāgawatam; cosa ha diffuso. Tra gli acharya, Śrī Chaitanyadev predicava l’amore divino. Con chiarezza ed in modo evoluto, in modo scientifico, solamente Śrī Chaitanyadev ha predicato il quinto fine della vita; il Bhāgwat Prema. Il fine della vita è di acquisire amore, affetto, attrazione per Dio, per Krishna. Krishna è il Signore dell’Amore, ed è la più intima concezione di Dio. La più elevata concezione di Dio è Krishna, ed il jīva può avere una relazione con lui, quella dell’amore. E questo è il più alto ottenimento di tutte le anime mai conosciute, venute al mondo».

«Dunque Chaitanya Sāraswata, non altri Sāraswata. Chaitanyānuga Sāraswata; seguaci che appartengono alla scuola di Śrī Krishna Chaitanyadev, che crede nella coscienza di Krishna; i credenti nella coscienza di Krishna».

«La bandiera che sventola alta sopra il cielo sta a significare avere controllo dell’intero globo… dunque sventola alta per controllare, udgīta-kīrttir jaya-śrīṁ. Bibhrat, cantare le glorie del suo catturare il mondo intero con il pensiero di Śrī Chaitanya».

«E cos’è quello? rūpānuga śrī, il loro obiettivo è di accedere nel servizio amorevole diretto da Śrī Rūpa nel campo Śrī Rādhārāṇī [Rādhā Dāsyam]. Questa è la ricchezza del loro cuore; questo è il loro scopo e loro seguono il metodo di Śrī Chaitanya. E la loro bandiera vola alta nel cielo sulle rive del Gange a Govardhan. Questo è ciò che questo sloka mostra, [ Il Maṭh Pranām della Śrī Chaitanya Sāraswat Maṭh]».

«Quando stavo [fondando questa Math] c’era solo una casetta con il tetto di paglia, ed io stesso pulivo lo sporco con le mie stesse mani. A quel tempo, questo era già stato composto; è venuto attraverso me. Pensavo reconditamente che Mahaprabhu stesse accettando il mio servizio di un tale basso livello; pulire per terra, tutte cose come questa. Ma c’è qualche sovvenzione in futuro, preannuncia delle future risorse; questo luogo sarà di ordine elevato. Egli accetta il servizio dalle mie stesse mani; questa era il sentimento che provavo a quel tempo. Lo avevo composto, in qualche modo venne. Ed un bambù molto alto fu messo qui, la sua bandiera che sventolava al di sopra. Ciò mi diede una certa ispirazione».

«Udgīta-kīrttir, la sua gloria è cantata fin nell’alto del cielo, jaya-śrīṁ bibhrat, è porta con sé il colore della vittoria. Jaya-śrīṁ bibhrat la vittoriosa intraprendenza fluttua con lo svolazzare della bandiera che si trova così in alto, posta oltre il cielo [spazio] sulle rive del Gange a Nabadwip; che essa possa avere un tale potenziale».

[Urjjeshwarī è un nome di Rādhārāṇī (Jayaśrī); urjja significa risorse: “Lei comanda tutte le risorse, la shakti, la potenza; tutte le risorse culminano in lei”.]

«Gaṅgā-taṭa-nikaṭa-navadvīpa-kolādri-rāje localizzazione del posto è Govardhan, Koladwip kolādri-rāje Re delle montagne; kolā, kolādri; montagna: sulle rive del Gange è li che sfavilla. E quale funzione ha lì?».

«Yatra śrī-gaura-sāraswata-mata-niratā, che sono veri seguaci, Gaura Saraswatī; da Śrī Gaurāṅga a Saraswatī deve venire quel flusso; hanno fede in questo; gaura-gāthā gṛṇanti, cantare le glorie di Śrī Gaurāṅga al mondo. Quelli che sono devoti alla coltivazione della grazia di Gaurāṅga; gaura-sāraswata, ciò è venuto attraverso Gaurāṅga, interpretato da Saraswatī, il nostro gurudeva, Śrīla Bhakti Siddhānta Saraswatī Ṭhākur. Gaura-Sāraswata, che si impegna pienamente in questa possibilità, questa idea e pensiero, mata-niratā gaura-gāthā gṛṇanti, e quella qualità, la glorificazione di Śrī Gaurāṅga, è quel flusso di gaura-gāthā che loro stanno cantando qui».

«E qual è il loro obiettivo, lo scopo della loro vita? śrīmad rūpānuga śrī-kṛtamati: rūpānuga bhajan, madhura rasa; Rādhā anugatā, Krishna bhajan; questo è il loro scopo. Con questa intenzione stanno cantando questo saṅkīrtan di Śrī Gaurāṅga; ed il loro scopo è lì; nityaṁ rūpānuga śrī-kṛtamati-guru-gaurāṅga-rādhā-jitāśā, la loro unica speranza è che un giorno saranno in grado di giungere a destinazione; saranno in grado di servire Śrī Rādhā ed il suo amato. Questo è lo scopo, e Gaura Saṅkīrtan. Il loro scopo è di ottenere la posizione più elevata nel servizio rupānuga, nel campo di Rādhārāṇī. La loro mentalità è lì e l’attività è lì».

«In modo molto solenne, la bandiera sta sventolando lì, alta nel cielo, dal Gange sulla sommità del Govardhan Girirāja. Ed io ero l’unico nella casetta. Scrissi questo nel 1943, più o meno. Ed ora siamo nel 1983; quaranta anni dopo che è uscito dalla mia penna».

«Dunque il vostro scopo in questo momento, che questo sarà lì, e voi proverete a distribuire questo gauravānī da qui al mondo, questo è un arrangiamento divino; lo tengo nella mia testa».

«Azione sotto la guida di Śrī Gaurāṅga. Ed il nostro obiettivo è nel campo di Rādhārāṇī, il servizio di Rādha Govinda, guidato da Śrī Rūpa Goswami (la linea di Śrī Rūpa). Chi siamo noi? Da Chaitanyadeva a Saraswatī Goswāmī, quel flusso di istruzioni è la nostra base, ed il luogo dove stiamo è a Govardhan, aparādha-bhañjanera pāṭa. Questa era l’idea».

«Venne dagli scompartimenti profondi del mio cuore ed io l’ho riprodotta in quel modo. La mia speranza, una speranza mistica, o ambizione, qualsiasi cosa si possa dire, quel qualcosa mistico mi fece scrivere questo».

«Chi mi ha fatto scrivere questo e che ha fornito questo pensiero è Bhaktivinode Ṭhākur [la sua profezia], egli vi guiderà. Non può venire dalle labbra all’orecchio ma con una transizione nel cuore, tene brahma hṛdā ya ādi-kavaye, trasmissione da cuore a cuore; a Brahma, Krishna diede la prima conoscenza a Brahma, il creatore, attraverso il cuore. Il Brahma Veda fu dato a Brahma, creatore del mondo, attraverso il cuore, l’ispirazione, non è venuto attraverso le labbra alle orecchie. Il Bhāgawatam dice, questa trasmissione, la transazione, il flusso del cuore, cuore a cuore, altrimenti l’orecchio non può cogliere, le labbra non possono pronunciarlo” — Śrīla Śrīdhar Mahārāja

Śrīla Guru Mahārāja enfatizza tematicamente, la qualità supera la quantità, la sostanza supera la forma e la formalità. Ciò è incarnato nel seguente sloga di Śrīla Rūpa Goswāmī’s Upadeśāmṛta (9):

vaikuṇṭhāj janito varā madhu-purī tatrāpi rāsotsavād

vṛndāraṇyam udāra-pāṇi-ramaṇāt tatrāpi govardhanaḥ

rādhā-kuṇḍam ihāpi gokula-pateḥ premāmṛtāplāvanāt

kuryād asya virājato giri-taṭe sevāṁ vivekī na kaḥ

Śrīla Guru Mahārāja: «Questo sloka rivela la gradazione, la gerarchia, come le cose si sviluppano… donazione di sé; secondo il grado di auto-arresa e lo sviluppo di ānandam dal profondo all’ancora più profondo al massimo della profondità».

«Superiore a Vaikuṇṭha è Maṭhura, giacché lì Śrī Krishna manifesta il passatempo della sua nascita [consentendo il vātsalya rasa e successivamente il sakhya rasa]. Superiore a Mathura è Vrindavan dove Krishna gode del Rāsa Līlā [madhura rasa]. Ancora migliore è Govardhan, il piano dei Passatempi persino più confidenziali del Divino Amore. Ma il migliore di tutti è il Rādhā Kunda. Detiene la posizione suprema perché straripa del nettare del più elevato tipo di Krishna Prema (mahābhāva-svarūpā śrī-rādhā-ṭhākurāṇī). Quale persona assennata, conoscendo la sostanza della coscienza di Krishna, non aspirerebbe al Rādhā Dāsyam, il servizio divino a Śrī Rādhikā al Rādhā Kunda, situato ai piedi della collina di Giri Govardhan?».

Egli chiarisce ulteriormente: «Rādhā Kunda è Rādhārāṇī in forma liquida: fare il bagno lì è trasformarsi completamente; identificarsi esclusivamente con l’interesse di Rādhārāṇī».

Śrīla Bhakti Sundar Govinda Dev-Goswāmī Mahārāja annunciò all’istallazione delle Divinità nel nostro ashram di Soquel, California: «Siamo molto fortunati che Girirāja Govardhan ci abbia dato molto misericordiosamente rifugio ai Suoi piedi di loto. E siamo ancora più fortunati che Girirāja Govardhan ci ha dato rifugio sotto la sua divina forma nascosta a Koladwip, Nabadwip. E sentiamo che Girirāja si è anche manifestato qui nell’ashram di Soquel. Per questa ragione il nome divino delle Loro Signorie è disceso dalla dimora divina: Śrī Śrī Guru-Gauranga Gāndharvikā-Giridhārī».

«Gāndharvikā soddisfa continuamente Krishna con la sua danza ed il suo canto. I passatempi di Gāndharvikā-Giridhārī del canto e della danza hanno luogo nel Rāsa Līlā. Oltre a questo, Gāndharvikā soddisfa Krishna al Rādhā Kunda. I passatempi al Rādhā Kunda sono persino più belli ed appaganti per Krishna. Tutti i passatempi nascosti di Krishna si svolgono intorno a Girirāja Govardhan, specialmente al Rādhā Kunda, rādhā-kuṇḍam ihāpi gokula-pateḥ premāmṛtāplāvanāt. Lì la Coppia Divina assapora sempre il gusto supremo dei suoi passatempi in una varietà di modi».

«Siamo molto fortunati che il nostro Grand-Guru, Śrīla Bhakti Siddhānta Saraswatī Ṭhākur, mostrò Śrī Śrī Guru Gaurāṅga Gāndharvikā-Giridhārī come le sue adorabili Divinità nei passatempi della sua vita bhajan. Oggi quelle Divinità si sono manifestate qui. Ci sentiamo molto fortunati e molto a nostro agio come se fosse la nostra casa. Questo è il nostro sentimento».

Con la più grande fedeltà ed estrema dignità, mantenendo i suoi principi e personificando la sua sostanza, Śrīla Bhakti Sundar Govinda Dev-Goswami Mahārāja ha trasportato la bandiera della Śrī Chaitanya Sāraswat Maṭh intorno al mondo ventiquattro volte, nutrendo gli aspiranti servitori con il SuSiddhānta ed il Vāṇī-sevā di Śrīla Bhakti Rakshak Śrīdhar (vilasatu hṛdi nityam bhaktisiddhānta-vānī).

Possa l’aspirazione per quel servizio essere sempre accesa nei nostri cuori. Qualunque sia il luogo, qualunque sia la terminologia, secondo il grado in cui siamo servitori fedeli, sotto la guida di Guru e dei Vaishnava, dedicandoci a questa concezione divina, avvertiremo la presenza della Śrī Chaitanya Sāraswat Maṭh in tutta la sua dignità e gloria incontaminata.

Bhakti Sudhir Goswami

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