Vaishanvismo e Cristianesimo parte 4/4

Pensavo questo fosse ciò che si supponga noi dovessimo predicare, che Krishna è la Suprema Personalità di Dio…

Se madre Yasoda è nei paraggi, non su quel piano, direbbe che la gente che dice questo sta diffondendo voci maligne, dicendo che Lui è un Devata o il Signore Supremo stesso “perché ho questo figlio meraviglioso e devono mettere su delle storie come se lui fosse il figlio di qualcun altro oppure che Lui è Dio stesso, queste persone sono pazze, è mio figlio!”.

É questo che piace a Krishna, quel tipo di pretesa, qualcuno che pretenda che Krishna gli appartenga […] questo non viene detto per imitazione ma lo sentiamo dai più elevati servitori.

Dove’è la devozione?
I passatempi di Vishnu ed anche del Krishna di Dwaraka. Quando Lui va a Indra Loka cavalcando Garuda, Vishnu e Krishna varie volte, e Garuda vola alto in estasi, tiene il Signore sulle sue spalle ed è molto felice, estatico, le sue piume si rizzano, ma Krishna, nella Charitamrita all’inizio dice: «Quando lotto con i pastorelli, che pensano di essermi alla pari, a volte loro vincono, mi sconfiggono»; ed i vincitori montano sulle spalle dei perdenti. Sappiamo che la devozione è lì dove l’infinito viene conquistato dal finito. Allora adesso Krishna deve portare sulle proprie spalle, si sente come Garuda, vola! Lui dice: «Sono più felice portando i devoti sulle mie spalle piuttosto che montando sulle spalle di un altro. I devoti in una posizione più alta mi fanno felice». Sakhya, vatsalya e madura.

Dunque lo spettro completo della relazione d’amore di tipo umano è completamente espresso, esaurientemente espresso solo nella concezione di Krishna.

Dunque se il rasa è lo standard aureo con il quale misuriamo il valore relativo dei sistemi teistici, allora vedremo che la concezione di Krishna, la coscienza di Krishna occupa la posizione suprema e gli altri hanno qualche rappresentazione parziale che ha il suo valore e noi lo riconosciamo, lo apprezziamo, ma Krishna, per sua stessa ammissione, dice che si esalta veramente quando ci si approccia… tipo, dall’uguaglianza al devoto oppure al più alto. Da ciò lui è irresistibilmente affascinato e attratto: raga bhakti, i raga bhakta.

Buon Natale! [Ride]

 

Gli insegnamenti di Mahaprabhu
Ma una cosa che impariamo in proposito, quel fascino è quanto le persone sono ferme nel credere, questo mi piace: di pensare almeno un po’ a queste cose e, si spera, le cose divine; si prendano un po’ di tempo per rifletterci su nella loro vita e per praticare gli insegnamenti di Mahaprabhu, come: sii umile, tollerante, onora gli altri, questo tipo di attitudine che, penso, potrebbe essere apprezzata dai cristiani: è un tipo di approccio alla vita molto cristiano, ci sono delle coincidenze.

[…] Siamo persone che amano Krishna ma ci piace vedere dove le persone esprimono le loro tendenze teistiche, ci piace, lo incoraggiamo, ma rimaniamo persone che amano Krishna; perché non possiamo immaginare una situazione dove non ci siano Radha, Krishna, Lalita, Visaka, Yasoda i pastorelli, le gopi, la Jamuna, Vrindavana, il prasada…

Ricordate, Krishna si separa dalle gopi; la sua apparente crudeltà è per fare in modo che i loro cuori vadano ancora più profondamente ed in separazione il cuore rende una sostanza superiore: la fame ci fa mangiare con più gusto. Allora a Lui piace gettarle in uno stato di fame più grande prima che ci sia l’incontro. A volto loro lo cercano follemente [] la ricerca, questo è ciò che conta. Prabhupad usava dire, citando il Goswami Astakam di Srinivas Acharya:

He radhe vraja-devike ca lalite he nanda-suno kutah.

Kutah significa “dove sono loro?”. Radha-kunda-tate kalinda-tanaya-tire… sono sulle rive del Radha Kunda o della Jamuna? Dove sono loro? Stanno cercando, è tutta una questione di cercare. Qui è il cercare che produce la sostanza. Nella Coscienza di Krishna, il lamento produce sostanza; lamentarsi della propria mancanza di coscienza di Krishna produce sostanza. Il modo dei servitori più elevati.

 

Krishna si nasconde alle gopi
Dunqu
e queste gopi stanno cercando Krishna e pensano di vederlo nascondersi nel kunja. «Ecco lì Krishna!», e tutte cominciano a correre verso quella direzione e Krishna pensa: «Oh! Cosa fare?». Tira fuori altre due braccia ed appare a quattro braccia. E loro lo raggiungono e dicono: «Oh! Namo Narayana» […] Rupa Goswami dice che il loro cuore va in frantumi […] Quanto possono essere arroganti queste ragazze adolescenti? Stanno vedendo Narayana, che è altrimenti conosciuto come Dio, è uno dei suoi altri nomi: Dio. E loro sono deluse da questa forma di Dio […] loro vedono Narayana e [restano deluse], provando a nascondere la loro delusione; poi pensano: «Oh, aspetta un attimo! Lui è onnisciente, Lui vede tutto. Hai visto Krishna?». Forse nella sua onniscenza Lui sa dov’è Krishna, dunque potrebbe essere di qualche utilità [Ride].

É interessante che Krishna prova ad usare lo stesso trucco con Radharani e le braccia continuano a sparire e Lui può essere solo Krishna a due braccia, perché lei è Krishna Mayi […] Krishna non riesce a farlo con lei; lei lo controlla. Lui può anche essere Isvara Parama Krishna ma è sotto il controllo di lei.

Quindi noi diciamo: «Hare Krishna!».

 

Vaishnavismo e Cristianesimo parte 1: https://bit.ly/2DZYoC0

Vaishnavismo e Cristianesimo parte 2: https://bit.ly/2SBGTfJ

Vaishnavismo e Cristianesimo parte 3: https://bit.ly/2FRX9Xg

Fonte: https://bit.ly/2E4EHtz

 

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