Lo Scopo Della Vita

Lo Scopo Della Vita
da una conferenza di Bhakti Sudhir Goswami
1 Maggio 2002 – Tomsk, Siberia

Si è detto che la conferenza di oggi è sullo scopo della vita, lo scopo dell’esistenza. Ricordavamo la risposta di Shrila Prabhupada a questa domanda. Generalmente, molte volte la sua risposta a questa domanda era: «La forma umana è fatta per la realizzazione del sé». Ma in una particolare occasione ci sorprese dando una risposta molto diversa. Dunque, qualcuno chiese: «Qual è lo scopo della vita?». E la sua risposta fu: «Il godimento». Lo scopo della vita, lo scopo dell’esistenza è raggiungere il godimento. Ma il difficile è che al momento non stiamo godendo.

Nelle scritture vediche è detto che l’Entità Suprema, tanto quanto le Sue parti e particelle, gli esseri viventi individuali, noi stessi, la natura della loro esistenza è sat-cit-anandam, che significa esistenza, coscienza e godimento. Ed al contrario, che il semplice esistere è di non essere consapevoli della propria esistenza. E’ come questo microfono che esiste ma non è cosciente della propria esistenza. Io sono cosciente dell’esistenza del microfono e sono cosciente della mia propria esistenza. Quindi, in aggiunta all’esistenza, io ho la coscienza. Io sono anche cosciente di alcune necessità interne che ho, il desiderio per il compimento, questo piacere potenziale che esiste dentro di noi. Quindi stiamo cercando il compimento di quel piacere potenziale.

Il principio della relatività di Einstein
Una volta Shrila Shridhar Maharaj condensò molto bene il principio della relatività di Einstein in una frase. Disse: «La realtà è qualcosa più il suo potenziale». Da questo possiamo capire molte cose. Ma una cosa che ci sovviene è che, al contrario, se qualcuno non ha realizzato il proprio potenziale, allora, sta mancando di un certo grado di realtà o irrealtà.
Come qui questa coppa ha un certo potenziale, il microfono ha un potenziale; quando è agganciato alla corrente elettrica, il suo potenziale si realizza. Senza quella corrente il suo potenziale non si realizza.

Allora, gli esseri umani hanno il potenziale, attraverso la consapevolezza di sé, di impegnarsi nella cultura interiore. Quando l’energia umana è concentrata all’esterno, verso l’ambiente e la manipolazione dell’ambiente, per provare a raggiungere i suoi scopi o obiettivi, il suo potenziale di appagamento è mal indirizzato. Noi siamo fatti per essere direzionati interiormente.
E’ per questo che cominciamo ad educare i nostri figli sin da piccoli. Perché hanno un potenziale speciale per la consapevolezza interiore e lo sviluppo della cultura interiore. Ma, in genere, limitiamo quel processo a lasciare che… sapete, dopo le scuole superiori, l’università e cose del genere, si usa la conoscenza che hanno acquisito e si prova a stabilirli nell’ambiente con successo. Ma se ciò realizzi o meno il pieno potenziale dell’essere umano, questa è un’ altra questione.

Il dharma
I Veda dicono [citazione in sanscrito], qual è la differenza tra la ricerca umana e la ricerca animale? Evidenzia le similitudini nelle attività: mangiare, dormire, proteggersi e riprodursi. Gli esseri umani sono impegnati in queste attività, gli animali sono impegnati in queste attività. Allora dice [citazione in sanscrito], la cosa che differenzia un essere umano da un animale è il dharma. Dharma vuol dire natura intrinseca. Non vuol dire semplicemente religione o ricerca filosofica. Ha a che fare con il tentativo di realizzare il nostro pieno potenziale.

Il massimo potenziale dell’essere umano si realizza realmente nel concetto di amore. Biologicamente parlando, si può vivere persino del tempo senza cervello, ma non senza il cuore. Quindi, davvero, il cuore guida tutto, guida l’intera esistenza in cerca del compimento dell’amore. L’amore non si raggiunge accumulando conoscenza. Neppure sfruttando l’ambiente per servire i nostri scopi. Ha a che fare con la realizzazione interiore. Quindi reagiamo a questo nostro impulso interiore, proviamo a soddisfarlo attraverso le relazioni d’amore con le persone, i luoghi e le cose di questo mondo. E nonostante i nostri tentativi frustrati di giungere al successo e la mancanza di successo di quelli attorno a noi, eppure quest’impulso è così intrinseco e forte che cerchiamo la relazione perfetta. Dunque, possiamo comprendere come sia qualcosa di davvero costante e permanente. Non può essere separato dalla nostra esistenza. In questo senso è dharma. Così come il dharma dello zucchero è la dolcezza, il dharma dell’acqua è la liquidità.

L’ultima volta che sono stato qui a Tomsk, il dharma dell’acqua è stato distorto, alterato. In altre parole, era nello stato ghiacciato. Temporaneamente, secondo le circostanze, le condizioni e l’ambiente, la liquidità del dharma è stata soppressa ed è subentrato lo stato ghiacciato. Così l’anima spirituale nell’ambiente materiale, la sua natura è apparentemente alterata o modificata
E l’anima, benché eterna e piena di conoscenza e beatitudine per natura, si converte all’esistenza materiale, all’ignoranza ed alla sofferenza. E’ per questo che la morte induce così tanta paura. Perché per natura noi siamo eterni. Il pensiero che la nostra esistenza possa estinguersi è spaventoso.

La scienza dell’autorealizzazione
Allora i Veda ci sollecitano: uttisthata, jagrata, prapya varan nibodhata, svegliati e realizza l’opportunità che ti si presenta. Guardati intorno e vedrai: ci sono molte differenti specie di vita. 8.400.000 in effetti. Ma solo questa forma umana di vita ti dà questa opportunità di autorealizzazione, di realizzazione del tuo pieno potenziale. Dunque, è una condizione rara. Non lasciare che quest’opportunità passi senza trarne pieno vantaggio.

Il movimento per la coscienza di Krishna sta divulgando le informazioni che riguardano questa scienza dei auto-realizzazione dell’anima. E’ detto che:

aya-mugdha jivera nahi svatah krsna-jnana
jivera krpaya kaila krsna veda-purana

Krishna, per la Sua misericordia, ha dato alle persone di questo mondo la letteratura vedica, la Bhagavad-gita, i Purana, ecc. per indicarci la direzione ed aiutarci a riconnetterci con la realtà spirituale. E ci viene detto che davvero, veramente la forma umana comincia con questo tipo di interrogazione divina: chi sono io? dove sto andando? qual è la mia prospettiva?

 

Foto: Infiniti Media

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