L’apparizione di Kṛṣṇa

L’apparizione di Kṛṣṇa

Stasera stiamo celebrando l’apparizione di Sri Kṛṣṇa. C’è un versetto davvero bellissimo di Bilvamangala Thakura sul nome di Kṛṣṇa che dice:
 
jaya jaya jaya deva deva deva
tribhuvana-mangala-divya-namadheya
jaya jaya jaya deva krishna deva
shravana-mano-nayanamritayvatara.
 
Dice: ascoltando il tuo Santo Nome – shravana-mano-nayanamritayvatara -, sta dicendo che ascoltando il santo nome di Kṛṣṇa, questo significa portare ogni buon auspicio nel mondo e attraverso il santo nome di Kṛṣṇa arriverai a realizzare Kṛṣṇa, avrai un’esperienza diretta dell’apparizione di Kṛṣṇa ma da chi sentirai parlare di questo Santo Nome di Kṛṣṇa?
 
 
Sanatana Gosvami dice:
 
avaiṣṇava-mukhodgīrṇaṁ
pūtaṁ hari-kathāmṛtam
śravaṇaṁ naiva kartavyaṁ
sarpocchiṣṭaṁ yathā payaḥ.
 
Le gopi di Vraja dicono che ascoltare parlare di Kṛṣṇa metterà fine a tutte le nostre sofferenze. La loro sofferenza, in separazione… ma ecco un ricordo, non possono dimenticare Kṛṣṇa e in un certo senso questa è la causa della loro sofferenza in questo intenso stato d’animo di separazione.
 
tava kathāmṛtaṁ tapta-jīvanaṁ
kavibhir īḍitaṁ kalmaṣāpaham
śravaṇa-maṅgalaṁ śrīmad-ātataṁ
bhuvi gṛṇanti ye bhūridā janāḥ
[CC Madhya 14.13]
 
È interessante notare che c’è un parallelo: siamo separati da Kṛṣṇa e la causa della nostra sofferenza è l’oblio, e dicono di non preoccuparsi, la cura è la stessa, non è che ci sia una cura per noi e una cura diversa per te, la cura è la stessa: è sentire parlare di Krishna, il Santo Nome, dal Nam…
 
 

Da chi sentire parlare di Krishna?

Come nayanāmṛta avatāra è un concetto fantastico, sta dicendo che è come se fosse l’avatar del nettare degli occhi, ma iniziando dal suono nam, pura rappresentazione del suono.
 
Come a Gurudev piace dire: la vibrazione sonora trascendentale forma il Signore, la forma del Signore esce da lì. Ma da chi sentire parlare di Krishna, da chi… Kṛṣṇa katah da chi?
 
Sanatan Gosvami prabhu dice: «Oh vaiṣṇavá, se qualcuno non è un vaiṣṇavá non sentire parlare di Krishna da loro». Quest’uomo sembra un vaiṣṇavá, si veste come un vaiṣṇavá, cammina come un vaiṣṇavá, parla come un vaiṣṇavá. Potrebbe non essere un vaiṣṇavá secondo Sanatana Gosvami prabhu.
Questo è particolare, allora stiamo dicendo che le gopi di Vraja stanno esaltando le virtù del sentire parlare di Kṛṣṇa che metterà fine a tutte le tue sofferenze e ora ecco qualcuno che lo fa e mi stai dicendo che dovrei stare attento a chi sento parlare di queste cose.
 
E dà un esempio indimenticabile, Prabhupada citava questo verso centinai di volte: “sconvolgentemente indimenticabile”; sta dicendo che è come il latte che è stato avvelenato da un cobra e abbiamo visto al telegiornale che un cobra è strisciato sulla gamba di una mucca e gli ha iniettato, con un morso, del veleno nella borsa del latte. Il vitello ha bevuto il latte ed è morto perché quel latte era stato toccato dalle labbra del serpente, letteralmente.
 
Questa sostanza nettarea, che riempie il cuore di una ricchezza incomparabile, che mette fine a ogni sofferenza, se c’è qualche altro motivo
 
anyābhilāṣitā-śūnyaṁjñāna-karmādy-anāvṛtamānukūlyena
kṛṣṇānu-śīlanaṁ bhaktir uttamā
 
c’è un altro motivo che avvelena la trasmissione, allora invece di una sostanza nettarea quella stessa cosa diventa una sostanza velenosa.

 
Srila Sridhar Maharaj attende l’apparizione di Kṛṣṇa

Quindi perché lo dico, perché ciò che è fondamentale è attraverso chi sentiamo parlare di Kṛṣṇa, Quindi Srila Guru Maharaj, prima che si unisse alla Sri Gaudya Math, va lì a Janmāṣṭami e ovviamente loro avevano la possibilità, durante il giorno, che diversi sannyasi tenevano discorsi fino a mezzanotte, fino all’apparizione di Kṛṣṇa. Srila Gurumaharaj diceva: «Li ascoltavo». Ricordate che lui che è un ascoltatore acuto, estrae l’essenza, la cosa più importante.
 
Diceva: «Quello che posso capire da loro è che Kṛṣṇa a mezzanotte apparirà nel cuore śuddha-sattvico del vaiṣṇavá. È così che apparirà, nel cuore del vaiṣṇavá. Quindi Guru Maharaj, verso le 23.30, al buio è fuori dalla porta di Saraswati Thakur, nel corridoio e qualche devoto entra dicendo: «Chi sei? Cosa stai facendo?». E Guru Maharaj: «Sono stato tutto il giorno ad ascoltare da vari oratori che Kṛṣṇa apparirà nel cuore del vaiṣṇavá più elevato, è così che apparirà».
 
Sattvaṁ viśuddhaṁ vasudeva-śabditaṁ
 
leggiamo nel quarto Canto, Śiva… perdonarmi, oggi non volevo ignorarti ma sono così perché il mio cuore si è talmente donato a Kṛṣṇa che non me ne sono reso conto. Se qualcun altro avesse detto così, dai… è Śiva! Sto dicendo davvero che non volevo ignorarti ma sono così assorbito dal ricordo del Signore che a volte dimentico comunque quello che sta succedendo esternamente.
 
Quindi Gur Maharaj, dice: «Ho sentito che accadrà e quindi, sono le 23.30, mi sto preparando per questo meraviglioso evento».
E quell’uomo ha detto di no: «Ora vai di sotto, e unisciti alla festa e al kirtan».
 
 
 
 
Questo è all’inizio della Gaudya Math. Ma il punto è stato sottolineato in modo costante dal primissimo verso del Bhagavatam fino al 10° canto con l’apparizione di Kṛṣṇa, ed è per questo che l’ho menzionato.
Di cosa stiamo parlando? All’inizio del Bhagavatam:
 
janmādy asya yato ’nvayād itarataś
cārtheṣv abhijñaḥ svarāṭ tene brahma hṛdā
 
Nel cuore di Brahma. Quindi a Srila Gurudeva, Srila Govinda Maharaj, piace fare riferimento a noi dicendo che è una transazione da cuore a cuore.
Nel cuore di Brahma. Quindi quando noi parliamo di concettualizzazione o concezione di Kṛṣṇa, non è qualcosa di astratto o – ironicamante – concettuale, ma stiamo parlando di realtà. Quando senti parlare di Kṛṣṇa, da un cuore śuddha-sattvico di un puro vaiṣṇavá, Kṛṣṇa entra nel tuo cuore non come un concetto astratto ma sostanzialmente e in realtà questo è il punto di svolta.
 
Srila Bhakti Sudgir Goswami
 

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