L’AUTOREVOLEZZA DELLA SOSTANZA

Bhaktivinod Ṭhākur ha detto nella Kṛṣṇa-saṁhitā: «Qualunque cosa dicano i Veda, io la accetto in toto, ma capisco che i pensatori moderni pensino che i Veda siano… Il Bhāgavatam è stato scritto, sapete, 800 anni fa. Non ho intenzione di discutere con voi sulla cronologia e sul tempo, ma vi dimostrerò comunque che non c’è niente di superiore a ciò che si trova nel Bhāgavatam».
Non fissiamoci sulle date, che sia stato 5.000 anni fa o 500 anni fa è irrilevante per questa discussione. Ho anche menzionato che è interessante l’apprezzamento universale per la Bhagavad-gītā: est, ovest, nord, sud, fisici, religiosi, atei, tutti trovano qualcosa di sostanziale in essa.

Il punto è che una persona razionale potrebbe… e i pensatori razionali, voglio dire, la apprezzano anche. Possono dire: «Beh, aspetta un attimo, qui all’inizio c’è scritto: Sañjaya uvāca… Dhṛtarāṣṭraḥ chiede, Sañjaya risponde. Sañjaya, per sua stessa ammissione o comprensione, non è lì. Allora, come fa uno che non c’è a dire: Kṛṣṇa ha detto questo, Arjuna ha chiesto quello?»
Alla fine dice: vyāsa-prasādāc chrutavān (Bg: 18.75), per la misericordia di Vyāsa. Quindi, grazie a un processo mistico, a un potere mistico, era al corrente di questa conversazione tra Kṛṣṇa e Arjuna. Allora, da un punto di vista puramente razionale, potremmo dire: non lo accettiamo, lasciamo perdere. Ma loro non lo fanno. Perché? Perché la sostanza, il contenuto della Bhagavad-gītā è così grande e travolgente che il metodo di trasmissione è irrilevante. Questo è il punto. Il metodo di trasmissione è irrilevante, il modo in cui è stato acquisito.
Borges, un grande scrittore, ha detto, elogiando un altro scrittore, che: «Non ha dovuto dimostrare nulla, né dimostrare alcun fatto». Disse: «Il suo potere viene dalla sua voce autorevole, di ciò che dice e l’autorità con cui lo dice, quindi lo accettiamo».
Nel mondo letterario si dice: «Ah! Che bel commento meraviglioso». Se lo diciamo dal punto di vista spirituale, ci diranno: «Allora? Non avete bisogno di verificare, di provare la natura fattuale di queste cose e di tante altre?». Ma vediamo, ad esempio, nella Bhagavad-gītā, che la sostanza è così schiacciante che nessuno si preoccupa di considerare il metodo di trasmissione.
Si tratta di due tipi diversi di cultura, quella soggettiva e quella oggettiva. Quindi, da un punto di vista oggettivo, non riuscirete a convincere qualcuno di qualcosa che è assolutamente soggettivo.
Srila Bhakti Sudhir Goswami Maharaj
Photo Credit: Infiniti Media
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