Vaishnavismo e Cristianesimo parte 2/4

VAISHNAVISMO E CRISTIANESIMO

da una lezione di Bhakti Sudhir Goswami
parte 2/4

 

Di nuovo, ciò mi ricorda quando Guru Maharaj dice, lo ha detto in proposito di molte cose, che all’entrata di Krishna nell’arena di Mathura, a seconda degli individui mostra qualcosa di differente, a ciascuno, simultaneamente.

I famosi versi [citazione in sanscrito], quando entra con Balarama, dopo aver ucciso il grande elefante Kuvalayapida, portando una zanna da cui gocciola sangue, e Kamsa pensa: «Credo che l’idea dell’elefante non abbia funzionato bene…» (ride). Krishna sbattacchia il corpo dell’elefante poi ne estrae la zanna e la usa per pugnalarlo. Questo è il nostro Signore… (ride).

Questi lottatori… è stato come un fulmine, e questi lottatori sono enormi. Alcuni pensavano che non è stato corretto, perché Krishna e Balaram erano così gentili, e poi questi grandi lottatori ed all’improvviso… «questo non è corretto!».

Da un altro punto di vista, non lo è. Balarama e Krishna contro questi tipi grandi e grossi, poco meno che personalità divine (ride).

Ma le donne dicevano: «Oh! Chi ha organizzato questa cosa? non è giusto!», e Krishna: «Non preoccupatevi» (ride).

Ma quei lottatori, quando li videro, non pensarono che erano piccoli o indegni, ci fu come un fulmine che li colpì, furono profondamente preoccupati.

Se c’è una persona perfetta, sarebbe questa. La personificazione dell’essere umano perfetto, e non solo […] le persone sono innamorate, mesmerizzate, dal guardare Krishna, il movimento dei Suoi occhi, il Suo sorriso, il modo in cui muove le sue mani, il modo in cui cammina. A volte si dice che cammini come un cucciolo di elefante (ride). Che tipo di camminata è quella? Ma è affascinante. Abbiamo visto cuccioli di elefante camminare.

In altre parole, il modo in cui vediamo queste star del cinema, moltiplicatelo per milioni di volte, e vi renderete conto del fascino che c’è nell’osservare il Suo sorriso, la bellezza, i movimenti, i gesti di Krishna.

Quei lottatori pensavano: «Oh no». E vengono colpiti da un fulmine.
Altri pensano: «Mio Dio, quant’è bello, ogni cosa è perfetta»; e le donne dicevano: «Non è Cupido in persona?»; ed altri potrebbero dire: «No! Sono dieci milioni di Cupido personificati in uno». É possibile? Kandarpakoti-kamaniya-visesa-sobham.

Brahma, non meno di Brahma. Sta provando a trasmetterci qualcosa, dicendo ciò? Kandarpa significa Cupido, Koti significa dieci milioni. Se dieci milioni di Cupido personificati in uno… e questo è per abbreviare, perché non possiamo andare oltre 10 milioni. Allora, sono personificati in uno, questo è il fascino seducente ed attraente di Krishna, ed allora, oddio, in questo mondo un Cupido fa diventare tutti pazzi. Vediamo sempre Cupido con l’arco e le persone impazziscono, mohan, sopraffatti, Madan, da Cupido. Qual è un altro nome di Krishna? Madan Mohan, l’attacco di Cupido, guarda Krishna e poi attacca: l’irresistibile fascino, bellezza, dolcezza di Krishna. […] Comunque, tutti questi diversi punti di vista procedono insieme simultaneamente.

Krishna è akila rasamrita murti; dunque, se ci sono diversi modi di vedere Gesù ed i suoi passatempi, tutto può essere adattato; non si deve necessariamente cancellarne un’altro. Ma, lo stesso cristianesimo, Guru Maharaj ci ricorda, è la rappresentazione parziale della Suprema Realtà in quanto… dov’è l’aspetto femminile? In Maria, in madre Maria… Gurudev diceva: «Madre Maria ki jay!». Ma, l’equilibro, lo spettro completo delle relazioni d’amore è espresso pienamente nella Concezione di Krishna.
Il cristianesimo, il giudeo-cristianesimo, il giudaismo, la spinta maggiore nella loro concettualizzazione, se c’è, si appoggia un po’ sull’a
spetto impersonale delle cose, la personalità di Dio non è chiaramente definita, è più o meno astratta.

Come quando Ban Maharaj tornò dalla predica in Germania, è stato in Inghilterra e Germania, e raccontava a Guru Maharaj di aver visto una recita dove Dio era rappresentato da un uomo sopra un balcone con una lunga barba bianca e ne ridevano un po’ sotto i baffi perché questa idea che Egli sia il più vecchio di tutti, tanto vecchio che fu prima che la rasatura fu inventata (ride), quindi deve avere una barba proprio wow! (ride). Ma nella concezione di Krishna, si dice che Egli è il più vecchio di tutti [citazione in sanskrito], la persona più anziana, ma che aspetto ha? Eternamente giovane. Qualcuno potrebbe chiedere qual è la differenza? C’è una differenza. Da una parte il più vecchio di tutti è ritratto in un certo modo, da un’altra parte il più vecchio di tutti è ritratto come un eterno adolescente, sempre bello, ed è la persona più vecchia, è la persona originale. Dunque non imponiamo questo standard o concetto mondano all’entità suprema. Ma soprattutto, è la propria reverenza; se vogliamo considerare che ci sia della sostanza, è la propria devozione reverenziale come dasya-rasa.

Ma mi piace un teologo cristiano, il suo nome è John Hick, disse qualche anno fa: «Il cristianesimo è sull’orlo di una rivoluzione copernichiana». Ciò che intendeva è che prima di Copernico, c’era la concezione geocentrica dell’universo, la terra al centro ed il sole e gli altri pianeti che orbitano intorno. Poi venne Copernico con la concezione eliocentrica che dice che il Sole è al centro e la terra ed una pluralità di pianeti vi orbitano intorno. Dunque, questo è un teologo cristiano, non è qualcuno che ha perso la fede ma egli è molto aperto e forse realizzato ed ha detto che il cristianesimo è sull’orlo di una rivoluzione copernicana. Ha detto che fino a questo punto pensavamo che questa era la concezione centrale con molte suddivisioni, c’è una pluralità ma sono decentrate, per così dire. Noi siamo sull’orlo di una rivoluzione copernicana e stiamo per realizzare che c’è una verità centrale suprema e questa è una tra una pluralità di concezioni teistiche che orbitano intorno a quella verità.

Dunque, se qualcuno può accettarlo… alle persone moderne piace presentarsi come aperte e di larghe vedute e quindi spesso possono arrivare al punto tale da dire che possono riconoscere la pluralità ma è come se volessero lasciarla lì, questo è un altro aspetto della cosiddetta modernità. Perché sanno che se c’è un modo di graduare, di comprendere la gradazione nella pluralità, ciò non vogliono toccarlo. Quindi preferiscono dire che è solo un dare nome diversi per la stesa cosa, e lasciare la cosa così. Ma per quelli che stanno veramente progredendo e si capisce la gradazione, in particolare della sostanza, ci potrebbe essere il modo di misurare il loro valore relativo in confronto allo standard assoluto.

 

Vaishnavismo e Cristianesimo parte 1: https://bit.ly/2DZYoC0

fonte: https://bit.ly/2E4EHtz

 

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