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Il blog italiano di Bhakti Sudhir goswami per parlare di teologia Vaishnava, Bhakti Yoga e cultura Vedica

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Parola di Goswami

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Categoria: identità

Concezione Del Sè

luglio 22, 2018luglio 22, 2018 da Dhananjaya Das, posted in identità

L'anima trasmigra da un corpo all'altro, ed ancora in un altro ed in un altro, in modo evolutivo e progressivo. È un graduale sviluppo della coscienza e realizzazione e piena espressione del libero arbitrio. Ma in questo processo è come se, trovandoci nel mondo dello sfruttamento, dell'azione e della reazione, avessimo accumulato diversi strati di … Leggi tutto Concezione Del Sè

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I Vaishnava Sanno Chi Sono Io

luglio 20, 2018luglio 20, 2018 da Dhananjaya Das, posted in guru, identità

Una volta, Shrila Guru Maharaj e Shrila Gurudev mi fecero degli elogi. Mi sembra che fu in occasione della pubblicazione di "The Guardian of Devotion", ma non importa, è successo diverse volte. Una volta gli dissi: «Ci sono tanti altri che si meritano i complimenti, è un lavoro di gruppo». E Guru Maharaj disse: «Si, … Leggi tutto I Vaishnava Sanno Chi Sono Io

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Di cosa tratta questo blog?

Blog di teologia Vaishnava, dottrina del Bhakti Yoga, cultura Vedica e filosofia delle discipline indiane, attraverso la traduzuione di testi e trasposizione di video e audio tradotti in italiano di Bhakti Sudhir Goswami, teologo, saggista e guida spirituale.

 

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《L'umiltà sarà un punto di partenza adeguato. L'umiltà può essere definita quella temperatura spirituale che permette alla rivelazione divina di penetrare senza ostacoli nella nostra coscienza e di porre fine all'attività karmica. Esprimiamo il desiderio di agire per conto dell'Altro in qualità di Suo rappresentante. Guru Maharaj [Sridhar Maharaj] stava parlando di Saraswati Thakur che si trovava nell'India meridionale e stava tenendo un discorso; e, da quanto abbiamo sentito, a volte Saraswati Thakur parlava inglese, a volte sanscrito, a volte bengalese, forse hindi, molte cose. «Molti di noi hanno sentito l’affermazione: se il guru dice "una corda è un serpente", vedremo un serpente, e se dice "un serpente è una corda", vedremo una corda. Questo è un esempio, ma qual è il principio da seguire? Significa che egli ci insegnerà cose che contraddicono la nostra esperienza.  L'ORIGINE DELLA SOFFERENZA - «C’è una visione locale, un modo provinciale di vedere le cose e un modo di riportare tutto alla concezione centrale dell’Infinito; l’aggiustamento definitivo, il quadro generale, la visione del maha-bhagavata: quando si tiene conto del līlā. Persino l’illusione delle jīva è un passatempo di Kṛṣṇa. Umiltà significa riconoscere che ci si trova in prossimità della grandezza. Non si può decidere arbitrariamente di essere umili, ma è un sentimento naturale che nasce dal riconoscere di essere in prossimità della grandezza. Quando parliamo di spiritualità, intendiamo non solo grandezza, ma grandezza infinita. 《Le più grandi profondità del Krishna-prema vengono raggiunte dalla condizione di separazione, vipralambha-bhāva, e questo è il soggetto dello Śrīmad-Bhāgavatam. Come disse Gurudeva: qual è l'oggetto del gusto di Mahāprabhu? È gustare ciò che si prova nella separazione, raggiungere una regione più profonda del cuore e quindi un tipo di amore più profondo e più gustoso, un tipo di piacere più profondo e questa è la misericordia suprema e quella è la posizione che è realistica per noi perché se una cosa sappiamo, è che siamo separati da Krishna; quindi, quella è l'unica cultura legittima per noi, ma capita che produca la cosa più alta, quindi siamo molto fortunati e Mahāprabhu è venuto a dimostrarlo nei suoi passatempi》 «Non era la prima volta che avevo incontrato Śrīla Prabhupāda, ma una delle prime volte e lui stava venendo a New York e in qualche modo io fui assegnato ai suoi alloggi per servirlo. 《Quando sentiamo che ci sono tre tipi di vaishnava – kaniṣṭha, madhyama e mahā-bhāgavata -, possiamo dire che il kaniṣṭha-adhikārī ha il tipo di visione più ristretta. Così come quando mettono i paraocchi ai cavalli e possono solo correre in un certo modo, altrimenti sarebbero distratti da tante altre cose. Hanno una visione limitata, mettono i paraocchi ai cavalli altrimenti potrebbero essere distratti ed abbandonare il percorso. Dunque, questa è la posizione di un kaniṣṭha-adhikārī, che facilmente si distrae, facilmente devia dal Bhakti Marga, che significa la via della devozione. «Krishna non riesce a essere neutrale, in presenza della devozione. 

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